ROBA DA GOVERNO DI DESTRA pubblicata da Marcello Scottini il giorno venerdì 24 giugno 2011 alle ore 11.31
E' UNA VERA VERGOGNA !!!!!!!! E LORO SI AUMENTANO GLI STIPENDI !!!
MANDIAMOLI A LAVORARE QUEI BUONI A NIENTE E FANNULLONI DEI NOSTRI MINISTRI E PARLAMENTARI !!!!! TUTTI A CASA !!!!
Riforma delle pensioni: tra le misure allo studio del Governo c'è anche l'anticipo della revisione dei requisiti anagrafici e contributivi necessari per maturare il diritto alla pensione. Agganciandoli già dal 2013 alla nuove aspettative di vita calcolate dall'ISTAT, si allontana la possibilità di andare in pensione. Cosa vuole dire per i lavoratori? Significa che, tanto per gli uomini quanto per le donne, il Governo aumenterà l'età pensionabile. Lo slittamento avrebbe effetti per la pensione di vecchiaia, per la pensione di anzianità e per l'assegno sociale, che saranno vincolati alle aspettative di vita (ricalcolate ogni tre anni) rilevate dall'ISTAT. Il pacchetto dovrebbe includere anche l'aumento dell'aliquota contributiva dei parasubordinati: dal 27% al 33%, una vera beffa per i precari. Le preoccupanti novità giungono da fonti governative, che ventilano l'ipotesi di una possibile integrazione dell'agganciamento già nella manovra correttiva. La discussione, secondo quanto riferito, è ancora in corso: «in alternativa si andrebbe a ottobre, con la legge di Stabilità». A quanto pare, il ministero dell'Economia è intenzionato ad anticipare al 2013 (o comunque prima del 2015) la già programmata revisione dei requisiti pensionistici: con la manovra 2011-2013, infatti, era già stato messo in agenda l'agganciamento graduale, con il primo adeguamento nel 2015, un secondo scatto nel 2019 e da lì ogni tre anni. Non solo: a quanto sembra di capire anche gli scalini sarebbero accorciati e avvicinati, ricalcolando così la gradualità prevista e rendendola molto più celere. Una cosa è certa però: se basterà una rilevazione ISTAT per aumentare l'età pensionabile, la possibilità inversa non sussiste. Anche se la speranza di vita dovesse diminuire, i requisiti anagrafici per la pensione non sarebbero comunque rivisti "al ribasso". E tutto questo mentre i parlamentari maturano una ricca pensione dopo appena 5 anni.
Primarie: Bersani, Di Pietro e Vendola Chi deve guidare il centrosinistra?
Il leader di Sel le invoca da un anno, adesso anche l'ex pm sprona il segretario del Pd: "Si decida, ci convochi". E' necessaria una sintesi perché divisi si perde. Ma chi potrebbe davvero sconfiggere Berlusconi? Il centrosinistra deve trovare una sintesi. Così da presentarsi unito. E mostrarsi come reale alternativa al centrodestra. Nichi Vendola lo ripete da un anno, invocando le primarie di coalizione. Ora anche Antonio Di Pietro sfida apertamente Pierluigi Bersani a “svegliarsi: ci convochi e parliamo del programma”. In un’intervista a Luca Telese, Di Pietro si dice pronto: “Mettiamoci intorno a un tavolo, il programma si decide insieme”. Il leader del Pd ha aspettato la Direzione del partito, riunita oggi, per aprire alle primarie. Nella sua relazione le ha definite “fondamentali e preziose” invitando a mettere fine a “una discussione che non c’è”. La vittoria a Milano di Giuliano Pisapia, candidato alle primarie di coalizione sostenuto da Sel, ha confermato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che il Pd da solo difficilmente può vincere. Lo sanno bene, perché lo dicono chiaramente da tempo, sia Vendola sia Di Pietro. Bersani? Ancora non è dato sapere se ha maturato la medesima convinzione. Ma le primarie di centrosinistra in vista delle politiche, che siano nel 2013 alla naturale scadenza del governo o nel prossimo autunno come molti prevedono, saranno un passaggio necessario. Quindi, per dirla con Di Pietro, “facciamola questa coalizione, mettiamoci intorno a un tavolo io, lui (Bersani, ndr) e Vendola e parliamo del programma”. E poi alle primarie, “visto che non succede nulla, mi candido pure io; così dovremo parlare dei programmi dell’Idv”. L’incontro fra Bersani, Di Pietro e Vendola, per mettere la prima pietra della nuova alleanza, potrebbe avvenire al campeggio estivo dei “rottamatori”, ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia. Pippo Civati, consigliere regionale lombardo e animatore di Prossima Fermata Italia, domani formalizzerà l’invito. Vendola e Di Pietro saranno disponibili. Bersani? Non si sa. Ma è palese quanto sia quasi obbligato ad accettare il confronto. Appare altrettanto obbligata (da tempo attesa) la sua disponibilità a partecipare a eventuali primarie di coalizione. Anche perché la sconfitta non è affatto scontata. Nonostante l’Huffigton Post (e altri giornali internazionali e italiani) abbia definito Vendola il “Barack Obama italiano”, il “principale rivale di Silvio”, indicandolo quindi come il naturale candidato del centrosinistra, non è detto che la “sfida” potrebbe essere scontata. Tutt’altro. Perché Bersani, Di Pietro e Vendola hanno posizioni diverse su molti temi. Dalla giustizia alle privatizzazioni, dall’energia (nucleare e fonti rinnovabili) alla riforma della legge elettorale. Quindi sarebbe una sfida reale. Finalizzata a un unico obiettivo: indicare il candidato unico in grado di sfidare (e vincere) il centrodestra di Silvio Berlusconi. Chi scegliereste tra Bersani, Di Pietro o Vendola? Chi votereste alle primarie? E soprattutto spiegateci perché, secondo voi, sarebbe il leader giusto per il centrosinistra
Ruby, i pm parlano di "bordello per compiacere Berlusconi"
Hanno chiesto di processare Fede, Minetti e Mora indagati, a vario titolo, per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile Milano, 27 giu. (TMNews) - Hanno più volte parlato di "bordello" i pubblici ministeri Pietro Forno e Antonio Sangermano, facendo riferimento ad un "sistema strutturato per fornire ragazze disponibili a prostituirsi". Nel corso dell'udienza preliminare davanti al gup Maria Grazia Domanico hanno ribadito la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del direttore del Tg4 Emilio Fede, Nicole Minetti e l'impresario dei vip Lele Mora. Nel corso del loro intervento davanti i pubblici ministeri hanno descritto un "sistema" che si articola, secondo l'accusa, in "tre luoghi distinti e funzionali tra loro". In particolare, secondo l'accusa Lele Mora avrebbe avuto il ruolo di arruolatore, Fede di fidelizzatore mentre l'organizzazione economica e logistica sarebbe stata a carico di Nicole Minetti. La stessa Minetti si attribuirebbe il "ruolo" nel corso di un'intercettazione con Melania Tunini: "E poi ci sono io che faccio quello che faccio". Fede avrebbe avuto il ruolo di valutare la riservatezza e disponibilità sessuale oltre che all'adattabilità alle particolari esigenze. Durante l'udienza in corso sono stati già fissati due prossimi appuntamenti: un primo, l'11 luglio in cui dovrebbero parlare le parti civili e un secondo, il 13 luglio dedicato alle difese. Intanto il gup di Milano Maria Grazia Domanico ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile presentata dai legali di Ambra Battilana e Chiara Danese. Le due ragazze si erano presentate spontaneamente in Procura per raccontare della loro partecipazione ad una presunta festa avvenuta ad Arcore il 22 agosto scorso. Lamentavano un danno di immagine e morale per essere state considerate in quell'occasione escort pur non essendolo. Dopo una camera di consiglio durata oltre un'ora, nonostante l'opposizione delle difese di Emilio Fede, Nicole Minette e Lele Mora, il gup ha accolto la richiesta. Si tratta delle prime parti civili nell'ambito del caso Ruby.
E' una vergogna, aumentare le reddite finanziarie dal 12,5% al 20% E' UNA PRESA IN CULO PER I POVERI LAVORATORI E PENSIONATI, mi fà ridere pensare che hai ministri gli daranno solo lo stipendio da parlamentari, poverini NON CI SONO MAI iN AULA, e quando ci sono dormono dì che vadano TUTTI A FARE IN CULO, era meglio negli anbni '70, capite ciò che voglio dire vero...ma possibile che un Paese come l'Italia piena di una grande storia e cultura sia sempre governata da: GAY, PUTTANE, ROTTINCULO, PUTTANIERI, LESBICHE, CULATTONI, FACCENDIERI, LADRI, DISONESTI, MAFIOSI, CAMORRISTI, LECCACULI, FIGLI DI TROIA, STUPRATORI E VIOLENTATORI DI MINORENNI, CORROTTI, TESTE DI CAZZO COME I LEGHISTI, BUONI A NIENTE E GUERROFONDAI COME I FASCISTI, P2,P3,P4, MI SEMBRA DIGIOCARE ALLA BATTAGLIA NAVALE. Ho già capito che in questo paese chi è più disonesto è nella giusta via della legge e della giustizia, facciamo la rivoluzione come stanno facendo nei paesi arabi, scendiamo anche noi nelle piazze con le spranghe di ferro e le catene ECC...BASTA CI SIAMO ROTTI I COGLIONI, NESSUNO HA IL CORAGGIO DI CAMBIARE? Come negli anni 70 che io ho vissuto dobbiamo scendere in piazza determinati di fianco agli studenti, agli operai, al pubblico impiego. SIAMO STANCHi DI PRENDERLO NEL CULO DA ANII A QUESTA PARTE E SE NON CI MUOVIAMO LE PRENDEREMO NEL CULO PER ALTRI 50 ANNI. Ma voglio dire, formiamo un partito serio che che sbaglia paga ma per tutta la vita mandiamo a casa tutti i governanti di destra, di sinistra, di centro, SONO SEMPRE QUEI DELINQUENTI CHE C'ERANO 50 ANNI FAì PER NOI NON CAMBIERA' NIENTE, SE NON CI MUOVIAMO LO PRENDEREMO SEMPRE IN CULO, o altrimenti potremmo fare la rivoluzione (MA NON PACIFICA)
Il Blog dove si può dire quel che si vuole ma sempre nel rispetto degli altri.
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RispondiEliminapubblicata da Marcello Scottini il giorno venerdì 24 giugno 2011 alle ore 11.31
E' UNA VERA VERGOGNA !!!!!!!! E LORO SI AUMENTANO GLI STIPENDI !!!
MANDIAMOLI A LAVORARE QUEI BUONI A NIENTE E FANNULLONI DEI NOSTRI MINISTRI E PARLAMENTARI !!!!! TUTTI A CASA !!!!
Riforma delle pensioni: tra le misure allo studio del Governo c'è anche l'anticipo della revisione dei requisiti anagrafici e contributivi necessari per maturare il diritto alla pensione. Agganciandoli già dal 2013 alla nuove aspettative di vita calcolate dall'ISTAT, si allontana la possibilità di andare in pensione.
Cosa vuole dire per i lavoratori? Significa che, tanto per gli uomini quanto per le donne, il Governo aumenterà l'età pensionabile.
Lo slittamento avrebbe effetti per la pensione di vecchiaia, per la pensione di anzianità e per l'assegno sociale, che saranno vincolati alle aspettative di vita (ricalcolate ogni tre anni) rilevate dall'ISTAT.
Il pacchetto dovrebbe includere anche l'aumento dell'aliquota contributiva dei parasubordinati: dal 27% al 33%, una vera beffa per i precari.
Le preoccupanti novità giungono da fonti governative, che ventilano l'ipotesi di una possibile integrazione dell'agganciamento già nella manovra correttiva. La discussione, secondo quanto riferito, è ancora in corso: «in alternativa si andrebbe a ottobre, con la legge di Stabilità».
A quanto pare, il ministero dell'Economia è intenzionato ad anticipare al 2013 (o comunque prima del 2015) la già programmata revisione dei requisiti pensionistici: con la manovra 2011-2013, infatti, era già stato messo in agenda l'agganciamento graduale, con il primo adeguamento nel 2015, un secondo scatto nel 2019 e da lì ogni tre anni. Non solo: a quanto sembra di capire anche gli scalini sarebbero accorciati e avvicinati, ricalcolando così la gradualità prevista e rendendola molto più celere.
Una cosa è certa però: se basterà una rilevazione ISTAT per aumentare l'età pensionabile, la possibilità inversa non sussiste. Anche se la speranza di vita dovesse diminuire, i requisiti anagrafici per la pensione non sarebbero comunque rivisti "al ribasso". E tutto questo mentre i parlamentari maturano una ricca pensione dopo appena 5 anni.
Primarie: Bersani, Di Pietro e Vendola
RispondiEliminaChi deve guidare il centrosinistra?
Il leader di Sel le invoca da un anno, adesso anche l'ex pm sprona il segretario del Pd: "Si decida, ci convochi". E' necessaria una sintesi perché divisi si perde. Ma chi potrebbe davvero sconfiggere Berlusconi?
Il centrosinistra deve trovare una sintesi. Così da presentarsi unito. E mostrarsi come reale alternativa al centrodestra. Nichi Vendola lo ripete da un anno, invocando le primarie di coalizione. Ora anche Antonio Di Pietro sfida apertamente Pierluigi Bersani a “svegliarsi: ci convochi e parliamo del programma”. In un’intervista a Luca Telese, Di Pietro si dice pronto: “Mettiamoci intorno a un tavolo, il programma si decide insieme”. Il leader del Pd ha aspettato la Direzione del partito, riunita oggi, per aprire alle primarie. Nella sua relazione le ha definite “fondamentali e preziose” invitando a mettere fine a “una discussione che non c’è”. La vittoria a Milano di Giuliano Pisapia, candidato alle primarie di coalizione sostenuto da Sel, ha confermato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che il Pd da solo difficilmente può vincere. Lo sanno bene, perché lo dicono chiaramente da tempo, sia Vendola sia Di Pietro. Bersani? Ancora non è dato sapere se ha maturato la medesima convinzione. Ma le primarie di centrosinistra in vista delle politiche, che siano nel 2013 alla naturale scadenza del governo o nel prossimo autunno come molti prevedono, saranno un passaggio necessario. Quindi, per dirla con Di Pietro, “facciamola questa coalizione, mettiamoci intorno a un tavolo io, lui (Bersani, ndr) e Vendola e parliamo del programma”. E poi alle primarie, “visto che non succede nulla, mi candido pure io; così dovremo parlare dei programmi dell’Idv”.
L’incontro fra Bersani, Di Pietro e Vendola, per mettere la prima pietra della nuova alleanza, potrebbe avvenire al campeggio estivo dei “rottamatori”, ad Albinea, in provincia di Reggio Emilia. Pippo Civati, consigliere regionale lombardo e animatore di Prossima Fermata Italia, domani formalizzerà l’invito. Vendola e Di Pietro saranno disponibili. Bersani? Non si sa. Ma è palese quanto sia quasi obbligato ad accettare il confronto. Appare altrettanto obbligata (da tempo attesa) la sua disponibilità a partecipare a eventuali primarie di coalizione. Anche perché la sconfitta non è affatto scontata.
Nonostante l’Huffigton Post (e altri giornali internazionali e italiani) abbia definito Vendola il “Barack Obama italiano”, il “principale rivale di Silvio”, indicandolo quindi come il naturale candidato del centrosinistra, non è detto che la “sfida” potrebbe essere scontata. Tutt’altro. Perché Bersani, Di Pietro e Vendola hanno posizioni diverse su molti temi. Dalla giustizia alle privatizzazioni, dall’energia (nucleare e fonti rinnovabili) alla riforma della legge elettorale. Quindi sarebbe una sfida reale. Finalizzata a un unico obiettivo: indicare il candidato unico in grado di sfidare (e vincere) il centrodestra di Silvio Berlusconi.
Chi scegliereste tra Bersani, Di Pietro o Vendola? Chi votereste alle primarie? E soprattutto spiegateci perché, secondo voi, sarebbe il leader giusto per il centrosinistra
Ruby, i pm parlano di "bordello per compiacere Berlusconi"
RispondiEliminaHanno chiesto di processare Fede, Minetti e Mora indagati, a vario titolo, per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile
Milano, 27 giu. (TMNews) - Hanno più volte parlato di "bordello" i pubblici ministeri Pietro Forno e Antonio Sangermano, facendo riferimento ad un "sistema strutturato per fornire ragazze disponibili a prostituirsi". Nel corso dell'udienza preliminare davanti al gup Maria Grazia Domanico hanno ribadito la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del direttore del Tg4 Emilio Fede, Nicole Minetti e l'impresario dei vip Lele Mora.
Nel corso del loro intervento davanti i pubblici ministeri hanno descritto un "sistema" che si articola, secondo l'accusa, in "tre luoghi distinti e funzionali tra loro". In particolare, secondo l'accusa Lele Mora avrebbe avuto il ruolo di arruolatore, Fede di fidelizzatore mentre l'organizzazione economica e logistica sarebbe stata a carico di Nicole Minetti.
La stessa Minetti si attribuirebbe il "ruolo" nel corso di un'intercettazione con Melania Tunini: "E poi ci sono io che faccio quello che faccio". Fede avrebbe avuto il ruolo di valutare la riservatezza e disponibilità sessuale oltre che all'adattabilità alle particolari esigenze.
Durante l'udienza in corso sono stati già fissati due prossimi appuntamenti: un primo, l'11 luglio in cui dovrebbero parlare le parti civili e un secondo, il 13 luglio dedicato alle difese.
Intanto il gup di Milano Maria Grazia Domanico ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile presentata dai legali di Ambra Battilana e Chiara Danese. Le due ragazze si erano presentate spontaneamente in Procura per raccontare della loro partecipazione ad una presunta festa avvenuta ad Arcore il 22 agosto scorso. Lamentavano un danno di immagine e morale per essere state considerate in quell'occasione escort pur non essendolo.
Dopo una camera di consiglio durata oltre un'ora, nonostante l'opposizione delle difese di Emilio Fede, Nicole Minette e Lele Mora, il gup ha accolto la richiesta. Si tratta delle prime parti civili nell'ambito del caso Ruby.
E' una vergogna, aumentare le reddite finanziarie dal 12,5% al 20% E' UNA PRESA IN CULO PER I POVERI LAVORATORI E PENSIONATI, mi fà ridere pensare che hai ministri gli daranno solo lo stipendio da parlamentari, poverini NON CI SONO MAI iN AULA, e quando ci sono dormono dì che vadano TUTTI A FARE IN CULO, era meglio negli anbni '70, capite ciò che voglio dire vero...ma possibile che un Paese come l'Italia piena di una grande storia e cultura sia sempre governata da: GAY, PUTTANE, ROTTINCULO, PUTTANIERI, LESBICHE, CULATTONI, FACCENDIERI, LADRI, DISONESTI, MAFIOSI, CAMORRISTI, LECCACULI, FIGLI DI TROIA, STUPRATORI E VIOLENTATORI DI MINORENNI, CORROTTI, TESTE DI CAZZO COME I LEGHISTI, BUONI A NIENTE E GUERROFONDAI COME I FASCISTI, P2,P3,P4, MI SEMBRA DIGIOCARE ALLA BATTAGLIA NAVALE. Ho già capito che in questo paese chi è più disonesto è nella giusta via della legge e della giustizia, facciamo la rivoluzione come stanno facendo nei paesi arabi, scendiamo anche noi nelle piazze con le spranghe di ferro e le catene ECC...BASTA CI SIAMO ROTTI I COGLIONI, NESSUNO HA IL CORAGGIO DI CAMBIARE? Come negli anni 70 che io ho vissuto dobbiamo scendere in piazza determinati di fianco agli studenti, agli operai, al pubblico impiego. SIAMO STANCHi DI PRENDERLO NEL CULO DA ANII A QUESTA PARTE E SE NON CI MUOVIAMO LE PRENDEREMO NEL CULO PER ALTRI 50 ANNI. Ma voglio dire, formiamo un partito serio che che sbaglia paga ma per tutta la vita mandiamo a casa tutti i governanti di destra, di sinistra, di centro, SONO SEMPRE QUEI DELINQUENTI CHE C'ERANO 50 ANNI FAì PER NOI NON CAMBIERA' NIENTE, SE NON CI MUOVIAMO LO PRENDEREMO SEMPRE IN CULO, o altrimenti potremmo fare la rivoluzione (MA NON PACIFICA)
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